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[QUOTE]di LUCA DE CEGLIA
BARLETTA 3 novembre 2011 - «La biodiversità nel mare Adriatico e nella costa di Bisceglie, Trani, Barletta e Margherita di Savoia è in pericolo per le imminenti trivellazioni petrolifere». L'allarme ambientale viene lanciato congiuntamente dalle associazioni ambientaliste Wwf Puglia, Ambiente e/è Vita, Folgore e Demetra che denunciano l'imminente invasione "straniera" per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste adriatiche. «Sono tre le società estere che hanno presentato al Ministero dell'Ambiente ed al Ministero dello Sviluppo Economico le istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi in mare: la Petroceltic Else per la zona marina delle Isole Tremiti, la Northern Petroleum per il tratto di mare antistante le coste che vanno da Bari fino a Leuca e la Spectrum Geo per tutta la costa pugliese». Quest'ultima trivellerà al largo delle coste della provincia di Barletta-Andria-Trani, in prossimità del Posidoneto San Vito, mediante l'utilizzo di air-gun, ovvero cannoni pneumatici che sparano onde acustiche sui fondali per valutare la risposta sismica.

tecnica invasiva«È una tecnica invasiva che verrà utilizzata in tutto il Mar Adriatico meridionale per una lunghezza di 3.898 km, pari ad una superficie complessiva di 30.297 km2, il 23% di tutto il bacino, costeggiando in toto le coste pugliesi per una superficie 16.169 km2 - spiegano gli ambientalisti delle suddette associazioni - è evidente l'allarme per le sorti delle nostre coste, considerando la vastità di superficie marina che si vuole sottoporre all'attività di prospezione con una tecnica che è notoriamente riconosciuta come fonte di inquinamento ad alto impatto sull'ecosistema marino, già flagellato dall'Ostrepsis ovata (alga tossica), dal fenomeno dell'inquinamento chimico (dicloroetano e acrilonitrile) e dallo smaltimento dei residuati bellici (iprite)».

Per la caratteristica della salinità delle sue acque, dovuta all'abbondanza di fiumi che vi sfociano e la varietà dei fondali, spesso sabbiosi e poco inclinati ma non di rado anche rocciosi, il mare Adriatico rappresenta una vera e propria riserva di biodiversità che ospita molluschi bivalvi come le vongole, le telline, la sogliola e la tracina. Importantissima è la presenza di grandi vertebrati come le tartarughe marine, i delfini e i cetacei, specie che negli ultimi anni hanno subito durissimi colpi dall'impatto antropico devastante. Va ricordato, per esempio, lo spiaggiamento dei capodogli a Cagnano Varano, la morte di circa cinquanta delfini nel 2011 solo lungo le coste pugliesi e il recupero di centinaia di esemplari di tartarughe "Caretta caretta" in agonia.

effetti devastanti«L'air-gun, influenza con effetti devastanti il comportamento e l'attività vitale della flora e della fauna presenti nella zona di mare interessata", sostengono gli ambientalisti. Il Wwf si è opposto con un ricorso al Tar ed ha ottenuto la sospensione delle attività di trivellazione per la ricerca di idrocarburi nel mare delle Isole Tremiti fino al 22 marzo prossimo. Le associazioni Demetra, Folgore e Ambiente e/è Vita hanno denunciato con numerosi interventi questa situazione. Le istituzioni solo nel caso delle Tremiti si sono costituite in giudizio, mentre il Consiglio regionale ha varato la proposta di legge rivolta alle Camere dei Deputati e del Senato: «Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico, applicato anche ai procedimenti autorizzatori avviati e non conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge».

minaccia incombente«Ma evidentemente tutto questo non basta, la minaccia incombe ed è imminente. Gli Enti locali, i rappresentanti del mondo politico, pescatori, commercianti, operatori turistici, sindaci ed assessori all'ambiente, unitamente ai rappresentanti della società civile e ai cittadini pugliesi devono manifestare la propria contrarietà alla presenza di infrastrutture petrolifere nei propri litorali, richiedendo l'annullamento dei permessi di ricerca già rilasciati ed il diniego a rilasciarne altri - conclude l'appello - non escludiamo di avviare una raccolta firme per petizione popolare in tutta la Bat per difendere l'ambiente, l'ecosistema marino, il turismo e l'intero territorio pugliese ed a tal fine abbiamo contattato la prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice presso la California State University at Nordhoff St., Mathematic Department Los Angeles (USA), che ha aderito alla nostra iniziativa».[QUOTE]